Pensioni: i tagli di Cottarelli e la mini-riforma di Giovannini

  gennaio 07, 2014  

Il commissario alla spending review studia un prelievo sugli assegni d'oro e d'argento, mentre il ministro del Lavoro pensa a un'uscita anticipata, con un prestito erogato dall'Inps

I tagli in vista riguarderebbero nello specifico le rendite previdenziali maturate con il metodo retributivo (cioè sulla base degli ultimi stipendi dichiarati prima di mettersi a riposo), che risultano sproporzionate rispetto ai contributi versati. Per questo tipo di pensioni, si ipotizza l'introduzione di un contributo di solidarietà (oltre a quello già introdotto sugli assegni sopra i 90mila euro). Il nuovo balzello verrebbe determinato in base alla differenza tra l'assegno effettivamente percepito dal pensionato (e calcolato con il sistema retributivo) e la rendita che invece sarebbe stata liquidata all'ex-lavoratore, tenendo conto soltanto della contribuzione accantonata. Maggiore è la differenza, più alto sarà il taglio, anche se il prelievo dovrebbe scattare soltanto sugli assegni più generosi (compresi quelli di reversibilità delle vedove) che superano una determinata soglia, ancora tutta da stabilire.

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