Flessibilità nella pensione di vecchiaia: esteso l’art. 18 fino a 70 anni

  dicembre 09, 2013  

La riforma delle pensioni ha modificato le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia, rendendola flessibile. Contestualmente sono state portate fino a 70 anni le tutele previste dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori: la tutela reale e la tutela obbligatoria contro i licenziamenti. Vediamo tutti gli aspetti.

La riforma delle pensioni ha apportato importantissime novità sui sistemi di accesso al trattamento di pensione per i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato,  e per i lavoratori autonomi, sia donne che uomini. Con l’abolizione del sistema delle quote e della pensione di anzianità, l’introduzione della nuova pensione anticipata e la modifica della pensione di vecchiaia, l’età di accesso alla pensione è stata notevolmente aumentata. E di conseguenza aumenta anche l’età di permanenza nel mondo del lavoro dei lavoratori. Per questo motivo il Governo ha esteso le tutele contro i licenziamenti dei lavoratori dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

La pensione di vecchiaia. Una delle misure più importanti ha riguardato il nuovo sistema di accesso alla pensione di vecchiaia, vale a dire quella pensione a cui si accede per raggiunti limiti di età. Questo limite di età è stato esteso a 66 anni nel 2012 ed a 67 anni dal 2021, con delle variazioni per le donne del settore privato e le donne lavoratrici autonome. Per maggiori informazioni su tutti i requisiti vediamo la pensione di vecchiaia.

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