Cosentino, camorrista a scadenza Pentiti flop e zero prove: è libero

  novembre 09, 2013

Simone Di Meo Oggi che Nicola Cosentino è tornato a essere un uomo libero, è utile guardare ai numeri soprattutto. L’ex sottosegretario all’Economia, accusato dai pentiti di essere il «referente...

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Oggi che Nicola Cosentino è tornato a essere un uomo libero, è utile guardare ai numeri soprattutto. L’ex sottosegretario all’Economia, accusato dai pentiti di essere il «referente politico nazionale dei Casalesi», ha trascorso in carcere 131 giorni. C’è entrato, nel penitenziario di Secondigliano a Napoli , nel marzo scorso, all’indomani dell’insediamento delle nuove Camere. E ne è uscito il 27 luglio, quando la Cassazione ha disposto per lui gli arresti domiciliari. La detenzione casalinga, prima in provincia di Isernia e poi nella sua abitazione casertana, è durata su per giù altri cinque mesi. E siamo a otto. Otto mesi. Quasi un anno di carcerazione preventiva per due inchieste che si reggono sulla gambe gracili dei verbali dei collaboratori di giustizia e che, nelle ultime settimane, si stanno ulteriormente ridimensionando. Per la precisione, sono 240 giorni. O, per essere proprio pignoli, 5.760 ore di custodia cautelare.

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Autore: Simone Di Meo


 
 
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