CIG E MOBILITA’ IN DEROGA: SUBITO IL FINANZIAMENTO

Estratto dal: iltempo.it   aprile 27, 2013

Tra le priorità del nuovo governo la ricerca di fondi per sostenere il reddito dei lavoratori

Uno dei problemi più gravi ed urgenti che il nuovo governo dovrà affrontare e risolvere è quello del finanziamento della cassa integrazione guadagni in deroga, almeno fino al 31 dicembre di quest’anno. Le somme già stanziate, infatti, sono sufficienti soltanto per i pagamenti fino al mese di giugno. Attenzione però: tutti -giornali, televisioni, gli stessi sindacati -parlano soltanto di cassa integrazione in deroga, e cioè di interventi in favore della persone che sono state o saranno sospese dal lavoro. Il problema vero, in realtà, è più ampio e grave, e comprende anche tutti coloro che sono stati o saranno licenziati dalle aziende che non possono fruire delle normative CIG e mobilità valide per le generalità delle imprese. Sono, infatti, fuori da questa tutela generale (che in realtà generale non è) decine di migliaia di imprese o perché hanno un numero di dipendenti molto piccolo o perché appartengono a settori produttivi per decenni esclusi dagli ammortizzatori sociali. Proprio per sanare questa ingiusta disparità di trattamento, ancor più evidente e grave nei periodi di crisi, da alcuni anni Governo, Parlamento e Parti sociali hanno "inventato" CIG e mobilità in deroga, stabilendone però l’applicabilità ad imprese e lavoratori solo per brevi periodi di tempo (di regola 6 mesi), via via prorogabili, dopo mesi e mesi di proteste, scioperi e attese disperate. E anche la riforma Fornero, in questa materia, poco o niente ha cambiato, in concreto, almeno per i prossimi anni. Di queste tutele in deroga possono avvalersi tutte o quasi le piccole imprese, comprese quelle che mai avevano pensato di poterne fruire, a cominciare, ad esempio, dagli studi professionali: notai, avvocati, commercialisti, ecc. La spesa complessiva per CIG e mobilità in deroga dovrebbe ampiamente superare, a mio avviso, i 3-3,5 miliardi di euro. Ne sono indici molto significativi, da una parte il fatto che tutte le richieste di CIG (ordinaria, straordinaria e in deroga) sono in continuo aumento e dall’altra che nei primi tre mesi di quest’anno hanno già cessato la propria attività quasi 150.000 imprese. Non basterà, comunque, stanziare le somme mancanti, sarà anche indispensabile (almeno da un punto di vista morale, oltre che di giustizia) rivedere le complesse e troppo macchinose pratiche di pagamento, stabilendo (basterebbe fare un semplice decreto interministeriale) che anche per la CIG e la mobilità in deroga i pagamenti possono essere anticipati o dagli stessi datori di lavoro o dall’INPS, a condizione che le somme necessarie siano già state effettivamente stanziate e rese disponibili. Si eviterebbero così inutili ed ingiusti mesi di ansia e di preoccupazione da parte di tutti coloro che rischiano di perdere o hanno già perso il proprio posto di lavoro.

Piero Righetti

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Autore: Piero Righetti


 
 
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