Anche per colf e badanti è dovuto il contributo di licenziamento Aspi fino a 1.400 euro

  dicembre 02, 2013  

A partire dal 2013 i datori di lavoro domestico, che licenziano un lavoratore (baby sitter, colf, badante), devono all’Inps un contributo per l’indennità di disoccupazione Aspi pari al 50% dell’importo erogato al proprio dipendente da parte dell’Inps. Si tratta di un versamento previdenziale il cui calcolo può arrivare fino a 500 per ogni 12 mensilità di anzianità e con il limite massimo di 3 anni. In sostanza, fino a 1.500 euro da versare. Questo anche nel licenziamento per giusta causa. Salve solo le dimissioni. Giungono le prime proteste.

(UPDATE -8 febbraio 2013)  - L’Inps con la circolare n. 25 del 2013, a seguito delle proteste di cui si parla nel presente articolo, su indicazione del Ministero del lavoro, ha comunicato l’esclusione dei datori di lavoro domestico dal versamento del contributo domestico. Pertanto il contributo di cui si parla in questo articolo non è dovuto. Per maggiori informazioni vediamo l’articolo che comunica la variazione dell’ente previdenziale:  lavoro domestico non è dovuto il contributo di licenziamento.

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Autore: Associata job.fanpage.it


 
 
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